Storia di due lane: Giant & Vintage

Lana vintage accanto alla pochette realizzata con la Giant.

Ecco il mio contributo alla Knitting and Crochet Blog Week Day 1. Il tema di oggi suggeriva di parlare di due lane,: una che amiamo e una che ci piace un po’ di meno.

Come potrete immaginare, i nostri archivi sono “invasi” dalla lana e vi confesso che l’idea di selezionarne solo una, all’inizio, mi è sembrata davvero una “mission impossible”. Tuttavia, quando ho visto la Giant le mie idee si sono subito schiarite, ed è stato semplice attribuirle il ruolo di “preferita”. Come seconda, ho scelto un filato molto particolare, che, a dire il vero, di negativo ha ben poco, se non il fatto di essere stato scartato dalla collezione BK perché ritenuto poco appropriato.

La Giant

Ma cos’è la Giant? É davvero un filato? In realtà è più che altro il frutto di uno step intermedio tra la fibra grezza (naturale) e il filato che si ottiene a lavorazione ultimata. E’ composta per il 50% da lana e per il rimanente 50 % da acrilico. La sua consistenza è soffice e all’apparenza spumosa. Così morbida, da far venir voglia di accarezzarla e poi stringerla tra le dita. Viene conservata in 5 maxi bags, divise per colore, che ho energicamente fotografato salendo in piedi sul tavolo, tentata seriamente dall’idea di tuffarmici dentro!

We resisted jumping in. Just barely.

Con la Giant s’impiegano i ferri n.10, una misura appena sufficiente per questo tipo di fibra, ma molto facile da recuperare sul mercato e soprattutto funzionale a realizzare dei punti leggermente più stretti, per un effetto finale molto coeso e grazioso. Con una torsione un po’ più decisa ad ogni maglia, il problema della misura è agilmente superato e l’effetto che si ottiene ripaga ogni sforzo. La creazione prende vita rapidamente, un punto dopo l’altro.

Giant Knitted on 10mm needles

Closeup

Il risultato finale è compatto e resistente. Con questa fibra è stata realizzata la pochette “Divine” a e l’ipad case. E se volessimo ottenere uno stilosissimo tappeto, basterebbe raddoppiare ogni punto. Le cinque tonalità seguono il ritmo della natura e ricordano i colori delle 4 stagioni.

The Vintage Bouclé

Per capire bene la seconda fibra che voglio presentarvi, occorre immergersi un po’ più a fondo nella realtà di origine di Bettaknit. Come sapete, Bettaknit nasce appena un anno fa ma le sue radici sono ben più profonde e s’intrecciano con la storia di un’ azienda sorta molto prima, agli inizi degli anni ‘70 per l’esattezza: la Pafasystem. Pafasystem sviluppa macchinari per la lavorazione di filati speciali, che poi, una volta prodotti vengono campionati e raccolti in un laboratorio che potete ammirare qui sotto:

The Test Room!

Our vintage collection

E’ qui che ho scovato il prezioso secondo filato. Un pezzo vintage originale, risalente ai primi anni Ottanta, composto da tre fibre diverse, in tre colori sgargianti: magenta, rosso e viola. 80% lana e 20% acrilico. Luminoso, appariscente, e assolutamente morbido al tatto.

Vintage Boucle

Betta inizia a lavorarlo e si rende conto che la sua peculiarità: ovvero il suo essere così attorcigliato, lo rende sì, speciale e unico, ma anche troppo complesso per mani poco esperte. E’ così, che tra lui e le knitters alle prime armi, sceglie di rinunciare al filato, non inserendolo in collezione.

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